Gentilmente suggerito da Elianto...
Sono a lavoro e se sapete di cosa mi occupo potete ben immaginare che genere di libri possa avere in redazione...camion e rugby non per tutti possono essere un argomento interessante però, per fortuna, il primo della serie è un bel libro di reportage scritto da Sergio Ramazzotti, giornalista e fotoreporter di Gulliver, "Vado verso il Capo, 13.000 Km attraverso l'Africa" da cui traggo queste frasi:
Ancora non lo sapevo, ma la vita di Destiny stava per cambiare.
Tento di dormire, ma il clacson e gli scossoni mi svegliano in continuazione. Ogni tanto ci fermiamo a raccogliere autostoppisti che si materializzano come fantasmi ai bordi della strada.
il gioco è semplice:
GIOCO DEL LIBRO più VICINO
ecco le regole:
prendere il libro più vicino.
Sfogliare sino a pagina 123.
Contare le prime 5 frasi della pagina.
Riportare nel blog le 3 frasi seguenti.
Suggerire il gioco ad altri 3.
...di essere un Bruco
Non so quale attendibilità possa avere ma almeno per una cosa c'ha preso...
Poi il destino (beffardo) mi ha fatto incontrare questa qui:
E indovinate come è andata a finire...o a non finire...
...chiudiamo tutto e andiamocene in un'altra mela!
Scusate ancora, lo so che ultimamente sto rompendo trooopo le palle con la mia ingombrante presenza, ma proprio non ce la faccio a starmene zitto...
...l'ultimo stuzzicamento al bruco è arrivato dal "simpatico" consiglio di alcuni esponenti della CDL (Casa delle libertà!) di boicottare IKEA...e perché? Attenzione! Perché non vende i presepi!!!! E insieme alla catena svedere sono da boicottare anche gli altri grandi magazzini come rinascente, Oviesse e Standa...sempre per lo stesso motivo. Il reato, tale da scatenare questa disobbedienza sociale ,sarebbe da ascrivere in una sorta di "istigazione alla laicità". Certo, perchè uno deve credere per forza in qualcosa, ma non in un qualcosa "qualsiasi", oltretutto nel qualcosa che dicono gli altri. Tra gli strali lanciati da questi signori ci sono anche affermazioni come: manifestazioni di relativismo laicista che prepara la strada all'estremismo islamico. E ancora: insieme ai prodotti a basso costo (che poi tanto basso non è), in questi negozi si vende anche l'utanasia culturale del Paese; colonizzazione messa in atto per sradicare l'identita cattolica dell'Italia. Tutto questo perchè IKEA non vende i presepi ma ci stiamo rendendo conto? E poi perchè dovrebbe venderli? Che un prespe è un oggetto d'arredamento? A parte il ridicolo di tutta la vicenda, l'ipocrisia di questi signori non ha veramente confini...non dimentichiamoci che sono gli stessi che fanno capo a quel signore che sulle sue TV (ma non solo lui intendiamoci!) non ha fatto altro che rincoglionirci con reality a tutto spiano e programmi di inaccettabile gusto...altro che eutanasia culturale...Non so voi, ma lezioni di morale da questi signori non le posso davvero accettare... E poi ,sinceramnte, mi sono anche un po' rotto il coglioni di questa storia dell'identità cattolica dell'Italia che andrebbe difesa a tutto spiano, ma da chi? Da cosa? Lungi da me dall'affrontare l'argomento religioso, ma francamente non credo prorprio che qualcosa che appartiene in maniera cosi profonda alla coscienza personale possa (e debba) essere difesa da azioni coercitive...il rispetto uno se lo deve guadagnare...fosse pure il Padreterno...e Lui, a suo tempo, credo se lo sia già guadagnato...o no?
...e cervello acceso
Sì, lo so che avevo promesso di starmene zitto fino a che non avessi qualcosa d'interessante da dire, ma questa per favore consentitemela (poi magari è pure interessante).
Si parla spesso di punti di vista, di differenti opinioni, di gusti, insomma. Ma atrettanto spesso ci si dimentica una cosa fondamentale...tutti i soggetti del contendere "devono vedere la stessa cosa", o, quanto meno, devono "vedere" . Ora, quella che può sembrare un'affermazione ovvia, non lo è poi tanto, a quanto pare. Vado immediatamente a fare un esempio: ieri sono andato al cinema, per la cronaca ho visto "I Figli degli Uomini", a mio personalissimo avviso uno dei film più belli della stagione. Poi, magari vi dirò pure perchè, ma comunque non è importante. Torniamo a noi. Uscita dal cinema...commenti degli spettatori...Bello, brutto, terrificante, ma che vordì? (è un commento di uno spettatore), finisce male però...bella la fine...mmm...triste...Fin qui potrebbero sembrare tutti commenti leggittimi, se considerati giudizi finali di un'analisi globale, cioè dopo un discorso ben aticolato a cui, per chiusura si richede una sintesi nel giudizio: a posto delle "palle" io dico bello o brutto. E INVECE NO! Tutti, ma tutti, i commenti che ho sentito si rifervano a quella che la massa chiama LA STORIA... tutti, ma tutti (e dico tutti), non sono riusciti ad andare al di là di quello che i loro occhi hanno percepito e il loro cervello ha filtrato come: LA STORIA, la favoletta, la vicenda... allora mi è sembrato legittimo, per me che ne ascoltavo i commenti, pensare MA CHE CAZZO DI FILM HANNO VISTO QUESTI QUA? Poi mi è balenata in testa, come una folgorazione, la soluzione: il film NON L'HANNO VISTO! Perchè altrimenti avrebbero "visto" : il soggetto, il carattere dei personaggi, la sceneggiatura, i dialoghi , la fotografia, la regia, se vogliamo anche gli effetti speciali, avrebbero commentato gli attori, il doppiaggio, la colonna sonora, la scenografia e poi, alla fine avrebbero detto: BELLO o BRUTTO. E allora quando parliamo di punti di vista, di difformità di opinioni, accertiamoci che tutti gli interlocutori stiano con gli occhi aperti (e il cervello acceso).
Mi hanno catturato...
...la mia latitanza mediatica si è mestamente conclusa. E' stata arrestata dal mio ego che non può fare a meno di rendersi protagonista. L'esperienza è stata davvero mooolto concettuale anche se come ho letto non è stata compresa poi fino in fondo. Ma il fatto che sia di nuovo a postare significa molto...sopratutto che anche un media come il blog purtroppo è stato contagiato dal presenzialismo che obbliga tutti ad apparire prima che essere. Frase fatta (ma fatta bene), sono daccordo, ma ingnobilmente veritiera. Così eccomi di nuovo a rubare prazioso spazio web con le mie elucubrazioni con la promessa di tacere quando non ho "nulla da dichiarare"...questo post è escluso.
AncoraBruco
...mediatica
ll silenzio come forma d'espressione.
Molto "concept", ma poco efficace?
Molto efficace ma ormai poco "concept"?
Il dibattito è aperto.
Se lascio tutto
Se cambio strada,
Cosa mi troverò davanti?
L’immagine sbiadita
È lontana da poterla toccare
Cosa mi lascio alle spalle?
Un freddo calore
Una casa senza finestre
Troppe correnti,
Meglio deviare
Meglio andare.
L’incerto mi scalda
Il viaggio mi prende
Degli occhi mi parlano…
…anche d’amore.
Inshallah...
...che poi vuol dire se Dio vorrà, visto che anche i cristiani di lingua araba lo chiamano così...Vabbè questa è un'altra storia. L'inizio è retorico perchè lo è il momento. Tutti i blog sono pieni di commemorazioni e ricordi di Oriana Fallaci e allora perchè non scrivere qualcosa anche qui sul mio...premetto che non ho letto nulla della Fallaci scrittrice, nemmeno quella "Lettera ad un bambino mai nato" considerato un manifesto e tradotto in chissa quante lingue, non ho letto "Un uomo" dedicato al sua grande amore, non ho letto Inshallah e non ho letto nemmeno gli ultimi sui libri carichi di rabbia nei confronti del terrorismo o come dicono alcuni, dell'Islam. Ho letto però i suoi articoli, conosco la sua storia di grande cronista di guerra e di ottima giornalista. Non ero (e non sono) per niente daccordo con le sue idee. Ma che riposi in pace. Tributatole il giusto spazio e rispetto volevo però soffermarmi su quello che accade sempre in questi casi. Grande scalpore, grandi commemorazioni, grandi polemiche sul personaggio, tutte cose che ci portano a dimenticare o se vogliamo a esorcizzare un momento come quello della morte che capisco è un po' "fastidioso" . Si comincia subito a dibattere a scrivere a parlare a commemorare, ma mai a pensare. Ci si dimentica della donna o dell'uomo, forse si manca anche un po' di rispetto, e si passa subito alla fase "ricordo". Intendiamoci è tutto naturale, ma non per questo meno spietato. Ed è singolare o forse ipocrita perchè, in tutte le religioni o scuole di pensiero laico la morte non viene mai descritta come un fatto doloroso o tragico ma come un passaggio, un completamento, un nuovo inizio o la sempliice e naturale fine...sempre se Dio vorrà.
Boomerang
Come dicono quelli che scrivono bene e si trovano di fronte alla domanda:“come mai ultimamente non ha prodotto nulla?”.
Sono convinto che intimamente vorrebbero rispondere: “perché nun c’avevo un cazzo da scrive…”. Invece con voce rilassata, pacata e anche un po’ infastidita: “sa, non ho scritto perché ho letto molto!”. Ecco, visto che però io non sono uno che scrive bene (benino sì) vi dico: ultimamente nun c’avevo un cazzo da scrivè, però me ne sono andato in giro per un bel po’ di blog a leggere, a commentare, magari pure a criticare…Ne ho tratto una considerazione: ma se nun c’avete un cazzo da scrive che scrivete a fa’?...

Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un pò da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
Jacques Prévert